Alessio Marone - :: I Telegrafi delle Due Sicilie ::

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Miscellanea | Alessio Marone


Alessio Marone, nato a S. Angelo Limosano il 5 dicembre 1810 e morto a Napoli il 13 gennaio 1870, è completamente dimenticato.

La sua memoria sarebbe andata perduta, se non fosse stata rievocata dal Dott. Giambattista Masciotta nel suo poderoso e interessante libro di storia del Molise, degno d'essere conosciuto da tutti i Molisani.

Il Marone, conseguito il diploma di farmacista, continuò da solo gli studi, perfezionandosi nella chimica, nella fisica, nella matematica, nella mineralogia. Vinse ed ottenne la cattedra di chimica nella R. Fonderia di Pietrarsa. Viaggiò in Francia ed in Inghilterra, e nelle sue laboriose fatiche di studioso e di ricercatore, fece molte e interessanti invenzioni.

Nel 1843, ripresa l'idea di congiungere il Mediterraneo al mar Rosso a traverso l'istmo di Suez, c'erano due opinioni, quella di scavare un canale e l'altra di di costruire una ferrovia. Il Marone era per quest'ultima, e quindi suggerì di lanciare la ferrovia, adottando sulle lagune e sui pantani dell'istmo i ponti tubolari a croce di Malta.

Il geniale progetto non ebbe seguito, perchè prevalse lo scavo del canale; ma qualche anno dopo fu attuato da Giorgio Stephenson per congiungere l'Inghilterra all'isola di Anglesey, e gli onori e i compensi toccarono a quest'ultimo. Il Marone non tentò di reagire, non volle far sapere che il sistema era stato ideato da lui; e, contento di vederlo attuato, dette prova di quella modestia, di quella ritrosia, di quella longanimità, che sono in alcuni casi il difetto del temperamento molisano.


***


Nella Mostra Industriale del Regno del 1853, il Marone espose due apparecchi telegrafici ad azione elettro-magneto-chimica, e due macchine, una per avvolgere i fili telegrafici con fili di seta, l'altra per lavorare tubi e quadrelli.

Il suo telegrafo presentava i seguenti pregi: azione automatica, impossibiltà d'intercettare il dispaccio negli uffici intermedi, preavviso del dispaccio all'ufficio d'arrivo, molteplicità delle copie, trasmissione di autografi, figure e disegni, segretezzza mediante carta preparata in modo da non far comparire lo scritto senza l'uso dei reagenti, trasmissione da 200 a 1000 parole al minuto.

Eppure il Marone non è ricordato in nessun libro di fisica, quantunque il suo telegrafo precedesse di 15 anni quello del Caselli, adottato nel 1815.

Le altre sue principali invenzioni furono: una macchina per modellare stoviglie con pressa idraulica, un contatore dei chilometri che percorrono carri e navi, un portavoce ad aria compressa per combattimenti e strade ferrate, imbalsamazione dei cadaveri.

Ma chi onora nel Molise il nome e la memoria di questo meraviglioso ingegno inventivo? Quanti uomini di nessun valore si procacciano invece una rinomanza immeritata, sol perchè scaltri e audaci?

Ebbene, cominciamo ad onorarlo nella scuola, con imprimerne il ricordo e la reverenza nell'animo dei giovanetti, per una rievocazione e una glorificazione avvenire.

[da 'IL MOLISE' almanacco regionale di B. AMOROSA]
 A mio padre   
(Procida 1930 – Napoli 1980)
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Telegrafo  
dal greco antico tele (τῆλε) "a distanza" e graphein (γράφειν) "scrivere", scrittura.





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