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"I telegrafi delle due Sicilie" è organizzato in cinque sezioni, le cui pagine sono accompagnate da un ricco corredo di note ed illustrazioni commentate. Ciascuna sezione è indipendente ma correlata alla successiva:
1. Segnalare in mare: lo sviluppo delle comunicazioni marittime e costiere nell’esperienza delle principali potenze marittime europee e l'influenza che queste ebbero nell’attività operativa della Real Marina delle Due Sicilie;
2. La telegrafia visuale: Dalle guerre contro l'occupazione francese del 1799 e del 1806-1815, alla costituzione del Corpo Telegrafico della Real Marina e all’affermarsi di un sistema di telegrafia ottica che, per capillarità ed efficienza, fu perlomeno equivalente a quello della prima potenza mondiale dell’epoca: la Gran Bretagna;
3. Il Corpo Telegrafico della Real Marina: L'organizzazione territoriale del Corpo Telegrafico e la distribuzione dei posti Semaforici, le uniformi ed i relativi regolamenti;           
4. La telegrafia elettrica: la realizzazione della rete elettro telegrafica più sviluppata della penisola italiana, i rapporti internazionali, le sfide tecnologiche affrontate, le sconfitte ed i successi conseguiti, gli episodi di costume che accompagnarono l’introduzione del telegrafo elettrico nella vita civile delle Due Sicilie, l'incontro/scontro con il monopolio industriale e con gli interessi coloniali britannici in uno scenario caratterizzato dall’espansione globale dell’economia capitalistica sostenuta dal modello liberalista e dalla sua idea di “progresso” delle Nazioni;  
5. Miscellanea: aspetti tecnici della rete telegrafica, la vita dei protagonisti, bibliografia e sitografia, raccolta normativa, episodi di costume, curiosità, etc.
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L’acquisizione di documenti, notizie e materiale vario come ricerche, collaborazioni, fotografie, stampe, ed altro, costituirà la base per l’aggiornamento delle sezioni del sito.
Ogni aggiornamento sarà segnalato in home page.
A questo punto, non resta che augurarvi buona lettura.

          
     AGGIORNAMENTI
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   Ultimo Aggiornamento

8 settembre 2022 - Sezione Miscellanea
13 settembre 2022 - Sezione "La telegrafia visuale"

27 settembre 2022 - Sezione "Miscellanea"

21 novembre 2022 - Sezione "Miscellanea"

2 dicembre 2022 - Sezione Miscellanea

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                           IL SEGNALATORE

Segnaliamo:
1860: La Verità
di Antonio Formicola, Claudio Romano
Lingua: Italiano
Editore : ‎ αpeiron
EAN‏ : ‎9788896884942
ISBN: 8896884942
Pubblicazione: ottobre 2022
Genere : Storia
Pagine:285

Gli Autori hanno condotto per oltre 40 anni un’approfondita ricerca, soprattutto presso l’Archivio di Stato di Napoli, che ha portato alla consultazione di circa 200.000 documenti risalenti al periodo compreso tra il 1859 ed il 1863 e riferiti al Regno delle Due Sicilie. Dalla ricerca sono emersi svariate centinaia di missive, telegrammi, dispacci ed altro materiale in gran parte inedito che illustrano, senza possibilità di equivoci, i “veri” antefatti, eventi, decisioni, retroscena collegati all’impresa garibaldina ed alla conseguente unità d’Italia.
Formicola e Romano, in questo loro lavoro, hanno inteso separare in modo netto e perentorio la narrazione dei “fatti” dal loro commento. Infatti, dopo una breve presentazione nella quale spiegano la genesi di questo volume, hanno inserito una stringata ma esaustiva introduzione con cui illustrano al Lettore la situazione internazionale dove maturò l’intera vicenda partendo dalla fine del Congresso di Vienna, fino alla salita al trono partenopeo di Francesco II. Quindi vi è il vero “corpo” del libro costituito da circa 500 documenti d’epoca (alcuni riprodotti anche fotograficamente) che, messi semplicemente in ordine cronologico ed il cui resto è stato riportato fedelmente nonché contraddistinto dalla relativa nota archivistica, finiscono con l’essere, né più, né meno, una sorte di “diario scritto a più mani” che descrive non solo la cronaca degli avvenimenti che precedettero e costituirono quel complesso di eventi noto a tutti come “Unità d’Italia”, ma illustra anche le motivazioni politiche, le strategie militari ed i rapporti diplomatici tra le varie nazioni che ebbero un ruolo in questa vicenda.
Gli Autori, in coda la lavoro, hanno quindi espresso delle “considerazioni finali” nelle quali hanno evidenziato diciotto elementi di particolare rilievo che, secondo loro, scaturiscono dalla lettura dei documenti riportati in precedenza. Tra i vari elementi di novità che emergono dalla lettura dei documenti d’epoca riportati in questo libro, vi è la dimostrazione che i “mille non erano mille” bensì quasi 45.000, a cui vanno aggiunti le migliaia di siciliani che scelsero di combattere al loro fianco, e che spiega come e perché ebbero la meglio su un Esercito borbonico forte di circa 35.000 effettivi in Sicilia. Come anche, sebbene Francesco II fosse stato informato della preparazione e della partenza della spedizione garibaldina dal suo efficientissimo “servizio segreto”, attuò contromisure militari e diplomatiche inefficaci e strategicamente sbagliate. Ed ancora come le armi dei borbonici, oltre ad essere numericamente insufficienti, erano tecnologicamente vecchie mentre le “camice rosse” erano dotate di armi modernissime e performanti. E poi la raccolta e gestione dei flussi finanziari che permisero la realizzazione dell’impresa militare, con il ruolo fondamentale di Giuseppe Garibaldi come “promoter” della raccolta fondi in tutto il mondo, nonché della parte che ebbe la Banca Brambilla di Milano come collettore del flusso finanziario. E tanto altro ancora. Ne esce fuori una “verità incontestabile” che ben si distingue dalla “narrazione classica” a cui tutti gli italiani sono abituati avendola studiata, più volte, nel corso della loro carriera scolastica.
Da questo lavoro, alla ben nota frase “la Storia la scrivono i vincitori”, è dunque doveroso aggiungerne un’altra: “la Vera Storia la raccontano solo i documenti”.


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Il sito web "I Telegrafi delle Due Sicilie" non ha finalità commerciali, la sua missione è raccogliere e rendere disponibili quante più informazioni possibili. Se sei in legittimo possesso di materiale relativo alla telegrafia nel regno delle Due Sicilie come documenti, opuscoli, diari personali, libri, riviste, giornali, fotografie, storie di famiglia, etc. scrivi a:
RICONOSCIMENTI
L'immagine del banner d'intestazione del sito, raffigurante due Ufficiali del Real Corpo Telegrrafico, è la nostra rielaborazione grafica d'un fotogramma della miniserie televisiva RAI "Napoli 1860 - La fine dei Borboni", andata in onda nel 1970 per la regia di Alessandro Blasetti. I due attori protagonisti della sequenza sono i compianti Mario Frera (1° Telegrafista) e Gigi Reder (il Capitano).



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 A mio padre   
(Procida 1930 – Napoli 1980)
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Telegrafo  
dal greco antico tele (τῆλε) "a distanza" e graphein (γράφειν) "scrivere", scrittura.





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